lunedì, 11 maggio 2009
Batto quasi alla cieca sui tasti di questo pomeriggio di metà maggio quando, per venire al lavoro, passo in mezzo all’odore del mare che turbina di correnti placide e la sabbia è lì ferma e sembra che dorma prona a quel mastodonte conduttore di felicità indaco.



Oh gioia, vertigine della diffidenza, mio lettore/scrittore insonne e svogliato, aiutami a pensare per tuo conto. Sto tentando di farmi macchina totalmente spirituale.



Se scrivi con la penna devi giacere sulle carte sudate di pensieri sconci e rallentare sotto il peso della stanchezza. I pensieri si sovrappongono, il polso non tiene dietro alla velocità delle sinapsi ma surroga col suo meccanico e sinuoso movimento. Analogia e valori discreti si fondono per cercare il bello. L’armonia? Non so, più che armonia mi viene in mente la meditazione della severa ragion critica sulla felicità del primo acchito.



Mi impegno, mi arrovello e fatico… ma proprio non riesco a far coesistere l’essere col dover essere, la contingenza con la necessità: eppure ne avrei di tetralogie a disposizione cui fare riferimento. Eppure…



“Evidentemente non basta”. Me lo dico(no) abbastanza spesso. Ma sto sempre punto.



E a capo.



“La gente come te si riconosce dallo scetticismo con cui affronta le cose”: ah, questa l’ho sentita molto di più ma non mi rassicura affatto. Anche perché io non sono scettico. Incredulo, al limite…che è diverso. Credo a una cosa per volta e a una seconda solo se, per qualche innato meccanismo, discende dalla prima. Procedo in modo miope, metodico, criptico talora e sovente empirico. Non azzardo orizzonti né improbabili agnizioni.



Diffido delle catene di idee invece che prescinderne come farebbe uno scettico che si rispetti. Delle catene ideali amo solo la polifonia. Voglio dire, basta non crederci e due idee, entrambe magari false, possono collidere creando un buon intervallo. Non rispetto o non considero le idee su cui altri individui scommettono l’intera esistenza, ma quelle stesse due tre unità minime di pensiero possono realisticamente creare melodia. O armonia, meglio ancora se dodecafonica.



Che c’è di strano? Niente. Solo la sefirotica varietà umana che lotta e scalcia tumultuosa e pugnace contro se stessa e per la di se stessa ricerca.



Posso accontentarmi di fare il protagonista. Ma anteporre la dimensione di primo spettatore a quella di personaggio cardine del proprio canovaccio ha il suo perché.



Un po’ come guardare di sottecchi il fusto demiurgo che ti concia la vita e dargli discreti suggerimenti negoziando mansuetamente sul prosieguo...



 



 



 



E comunque pure Audrey Hepburn si tirava ditalini potentissimi
postato da: supertelegatton alle ore 17:12 | Permalink | commenti (18)
Commenti
#1    11 Maggio 2009 - 17:23
 
beh, già solo poter negoziare sarebbe qualcosa, il demiurgo della mia vita al momento non ascolta!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Geakaren

#2    12 Maggio 2009 - 16:26
 
noto una comune voglia di [auto]analizzarsi
siamo tutti giunti al punto di svolta?

{pure audrey...eh sì}
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MedeaFunesta

#3    12 Maggio 2009 - 23:32
 
[è donna.se non se li fosse fatti tremerei]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Morfea77

#4    13 Maggio 2009 - 07:57
 
una sorta di macchina cibernetica in stato di"riposo"dietro ad un sipario e quando si mette in moto invia messaggi simultanei ma di ritmo differente..consentendo di rendere visibile l'invisibile,consapevole che le due cose,apparentemente opposte,hanno in natura la stessa radice..rendere presente il vento o il caldo su uno spazio vuoto..renderli visibili all'io spettatore,alla propria pelle,in modo che vede e senta,come l'inclinazione dell'erba rende visibile il vento e ne fa vedere l'intensità..non è rappresentarli,ma semplicemente indicarli..è viverli,sentirli,scoprirli in prima persona e condividere quello stesso momento in cui accade a me..ma è anche altro da me..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stratosfera

#5    14 Maggio 2009 - 10:41
 
Che poi, detto inter nos, la dialettica tra l'esser ed il dover essere è una gabbia con sbarre fragili.
Basta un tocco di mano, e si sgretolano.
Freedom, keep on.

(Davvero ? Anche la Hepburn ? Con quel viso angelico, così piccolina ? Azzarola. So' cose eh ... rido)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rossomoleskine

#6    19 Maggio 2009 - 15:35
 
Buon pomeriggio e grazie del commento sei stato gentile a lasciarlo..
A presto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lianne

#7    19 Maggio 2009 - 20:30
 
Grazie del commento......
che mi hai lasciato,bserata
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pociachi

#8    22 Maggio 2009 - 21:42
 
il finale è un vero colpo da maestro..ciao G.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gillian73

#9    23 Maggio 2009 - 20:31
 
Un' eterna insoddisfatta vana ricerca di qualcosa che possa placare la cronica insaziabilità. Curioso, ironico, attento,arguto, instabile, incapace di essere felice. La massima aspirazione ( al momento ) è capire perché due rette parallele all'infinito si incontrano. La tua scrittura è molto particolare, mi piace oltremodo.Complimenti*_*
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente incompiutam3nt3

#10    23 Maggio 2009 - 21:07
 
vero. la hepburn ci dava. meglio così.
peppe
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HaiDaAccendere

#11    26 Maggio 2009 - 13:32
 
Il fatto che tu batta alla cieca sui tasti mentre vai al lavoro mi ha quasi più sconvolta del "potentissimi".
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Median

#12    27 Maggio 2009 - 13:38
 
bel post complimenti verro a trovarti spesso mi e piacuto il blog ciao un saluone da ischia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente airjordan09

#13    28 Maggio 2009 - 09:41
 
Preferisco Audrey Hepburn!!!
Ciao caro.
Keep in contact!
utente anonimo

#14    28 Maggio 2009 - 22:36
 
è quel "potentissimi" che rende degno di nota questo post! senza, sarebbe stato vano... ;))


quanta consapevolezza!
quanta autoanalisi!
dovrei prendere esempio
dovrei proprio prendere esempio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente polverosaMente

#15    09 Giugno 2009 - 10:56
 
credo ad una cosa per volta,checchè si vada incatenando e scatenando ad altre..cui darò una cella di specchi perchè i riflessi ne vanifichino la di ogniuna FORMA fino a..trascenderne;poi vedrò..
;)grazie dell'incredulo passaggio..a cui ho comunque dato una risposta..se vorrai leggerla!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MENTEseVERA

#16    13 Giugno 2009 - 06:40
 
Buon fine settimana lasciandoti un sorriso
A presto e buona giornata
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lianne

#17    14 Giugno 2009 - 14:21
 
scrivi alla grande
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sangervasio

#18    15 Giugno 2009 - 16:01
 
Sì, vabbè, grazie. Ma sei fermo a Maggio.
Come mai 'sta cosa?
Esalata l'ultima ispirazione? :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente unfound

Commenti

categoria: