mercoledì, 22 aprile 2009
Rientrando a casa ieri notte, dopo la solita giornata campale da sedicioredimpegninonstop ho avuto (e non mi succedeva da un po’) l’impressione che il mio appartamento fosse abitato da una persona invisibile o, comunque, dotata dell'evanescenza sufficiente a non lasciare tracce, a parte il solito disordine imperante. Con lo sguardo fisso sul posacenere colmo sul tavolino dello studio, ho iniziato a fare pensieri a catena, inesorabili come l’energia sprigionata da una cascata.
Ho considerato, per esempio, che la gente ormai si forma tra uno scarto di saggezza e una nota disambigua di wikipedia.
 
Quando ero piccolo ho tanto insistito perché mio padre mi comprasse un’enciclopedia della musica allegata a una rivista (di cui non ricordo il nome). Una di quelle pubblicazioni a fumetti, con le cassette e tante illustrazioni e personaggi colorati. Non credo tanto per tirchieria, quanto per sospetto verso i fumetti, mio padre non mi assecondò mai. Ogni volta che, nel mezzo dell’argomento, gli dicevo “guarda che i fumetti servono per diffondere il sapere in modo semplice e immediato” (paro paro come diceva la pubblicità) lui mi rispondeva seccamente, senza neanche distogliere lo sguardo dal televisore “guarda che i fumetti servono per vendere più copie, che è quello che vogliono tutti i giornali”.
Cosa avrei potuto controbattere? Non c’era molto da aggiungere: aveva disposto perfettamente gli ostacoli retorici della conversazione e io ci ero caduto come un pivello (quale, in effetti, ero).
Forse ora avrei qualcosa da replicare. Ciononostante non tornai più sul discorso. Ho solo concluso il processo che mi ha condotto all’incredulità. O meglio, pentendomi di essere stato credulo, ho scardinato le leve emozionali che mi portavano dritto a farmi prendere completamente da una passione. Prima mi facevo prendere. Questa credo fosse credulità.
Così adesso non è che non credo a nulla. Semplicemente non credo a tutto. Le strade per arrivare sono molteplici e, il fatto che qualcuna possa essere “proibita” o inibita, non compromette il alcun modo il raggiungimento della meta.
C’è una pleiade di sollecitazioni nell’arco della vita che, catalizzando in un modo o in un altro l’ancestrale mondo della vita, modella atteggiamenti e reazioni rispetto alle cose.
Trovo che l’incredulità sostenga, a suo modo, la curiosità confortando una ricerca (interiore e non) che mai si compie a pieno.
 
Questa nuvola delirante si è dissolta d’incanto allo squillo del cellulare. Ho sentito la tua voce di raso che mi sussurrava un sillabato e aspirato “buonanotte” al microfono. Poi niente, così. Buonanotte e clic, senza neanche aspettare una risposta.
Tu che appena un’ora prima mi davi del superficiale con un impianto teorico che, a sentirlo, Crepet avrebbe chiamato un esorcista…
Forse sono stanco, ho pensato. E, in effetti lo ero, avendo dormito così copiosamente da svegliarmi col mal di testa.
postato da: supertelegatton alle ore 15:44 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1    22 Aprile 2009 - 18:21
 
L'incredulità può vestire i panni della disillusione, quindi la curiosità non approda allo stupore...ocio!
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#2    23 Aprile 2009 - 08:36
 
gli impianti teorici sono fatti per essere montati e smontati all'occasione,nessuno può ritenersi immune dalla"superficialità"così come dalla credulità o incredulità..ma la disamina in merito a ciò è lunga ma molto lunga....te la risparmio..sarà che sono particolarmente stanca..sarà che è giovedì 23..ma fa lo stesso..:-)
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#3    24 Aprile 2009 - 14:50
 
caro gatto tele super (una volta o l'altra mi dovrai spiegare l'origine del nome)
sei in un limbo
la tua vita è ancora un divenire
non hai molti punti fermi
la ricerca va bene, non deve mai finire
il piacere della scoperta non deve mancare, finirebbe il divertimento
ma trastullarsi con l'inconsistenzadei propri giorni alla lunga sfianca
aggrappati alla voce di velluto, se vuoi, ma comincia a costruirti, partendo dai materiali che hai sparsi accanto a te
frammenti di vetro che, ricomposti rimanderanno la tua vera immagine
smack
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#4    29 Aprile 2009 - 11:06
 
la gente ormai si forma tra uno scarto di saggezza e una nota disambigua di wikipedia.
questa frase è fantastica.
è la frase del giorno, me la copio si facebook. :) ti cito ovviusly!
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#5    29 Aprile 2009 - 12:07
 
Io credo di avere la Storia di Italia a fumetti. Non ricordo bene l'autore. Mi sa Enzo Biagi. Poi controllo.
Ad ogni modo i fumetti sono fatti sì per vendere, ma in questo caso non si tratta di vendite per fini di lucro, ma per diffondere la cultura. Dunque era una buona iniziativa. Peccato per lo scetticismo. Ne facessero tante di iniziative simili!

Che la Forza sia con te.

Palestriobi-wan, Cavaliere Jedi
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#6    30 Aprile 2009 - 21:46
 
la Monaca ti ama
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#7    30 Aprile 2009 - 22:34
 
[forse eri così stanco si.bella la voce di raso]
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#8    06 Maggio 2009 - 13:33
 
a volte lasciarsi andare e "credere" fa bene allo spirito.....e alla nostra personalità, dico io.
io credo ancora nelle favole, mi fa bene crederci, mi da speranza e a volte anche serenità. quindi perchè non illudermi un pochino se questo mi permette di iniziare per esempio, una giornata sorridendo alla vita
Uti
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#9    07 Maggio 2009 - 17:06
 
Il tuo modo ridondante e barocco di scrivere mi ricorda tanto una me passata, che spesso mi manca.
Grazie per avermene riportato l'afflato.
Tornerò.
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#10    08 Maggio 2009 - 18:51
 





e buona serata a te!
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#11    09 Maggio 2009 - 07:49
 
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#12    26 Maggio 2009 - 15:41
 
a me è accaduta una situazione analoga con il dolceforno. Chiesto e richiesto, mai concesso. Infatti ora non so cucinare.
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#13    09 Giugno 2009 - 12:15
 
i miei non avevano pecunie a sperperarsi,i fumetti li ottenemmo in forza di "indelicatezze" varie atte all'annientamento dell'ordine in domus..insomma,se tu avessi avuto fratelli ,i fumetti e i libri ed i colori..ve li avrebbero IMPOSTI! io mi reputo fortunata sempre e solo in grazia di co-tanta famiglia ,e comunque i genitori li leggevano anteriormente (:/) alla gerarchia paterna non si potette obiettare ah!
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#14    09 Giugno 2009 - 12:16
 
dimmi che il "potette" è carino,dai! :))
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