Rientrando a casa ieri notte, dopo la solita giornata campale da sedicioredimpegninonstop ho avuto (e non mi succedeva da un po’) l’impressione che il mio appartamento fosse abitato da una persona invisibile o, comunque, dotata dell'evanescenza sufficiente a non lasciare tracce, a parte il solito disordine imperante. Con lo sguardo fisso sul posacenere colmo sul tavolino dello studio, ho iniziato a fare pensieri a catena, inesorabili come l’energia sprigionata da una cascata.
Ho considerato, per esempio, che la gente ormai si forma tra uno scarto di saggezza e una nota disambigua di wikipedia.
Quando ero piccolo ho tanto insistito perché mio padre mi comprasse un’enciclopedia della musica allegata a una rivista (di cui non ricordo il nome). Una di quelle pubblicazioni a fumetti, con le cassette e tante illustrazioni e personaggi colorati. Non credo tanto per tirchieria, quanto per sospetto verso i fumetti, mio padre non mi assecondò mai. Ogni volta che, nel mezzo dell’argomento, gli dicevo “guarda che i fumetti servono per diffondere il sapere in modo semplice e immediato” (paro paro come diceva la pubblicità) lui mi rispondeva seccamente, senza neanche distogliere lo sguardo dal televisore “guarda che i fumetti servono per vendere più copie, che è quello che vogliono tutti i giornali”.
Cosa avrei potuto controbattere? Non c’era molto da aggiungere: aveva disposto perfettamente gli ostacoli retorici della conversazione e io ci ero caduto come un pivello (quale, in effetti, ero).
Forse ora avrei qualcosa da replicare. Ciononostante non tornai più sul discorso. Ho solo concluso il processo che mi ha condotto all’incredulità. O meglio, pentendomi di essere stato credulo, ho scardinato le leve emozionali che mi portavano dritto a farmi prendere completamente da una passione. Prima mi facevo prendere. Questa credo fosse credulità.
Così adesso non è che non credo a nulla. Semplicemente non credo a tutto. Le strade per arrivare sono molteplici e, il fatto che qualcuna possa essere “proibita” o inibita, non compromette il alcun modo il raggiungimento della meta.
C’è una pleiade di sollecitazioni nell’arco della vita che, catalizzando in un modo o in un altro l’ancestrale mondo della vita, modella atteggiamenti e reazioni rispetto alle cose.
Trovo che l’incredulità sostenga, a suo modo, la curiosità confortando una ricerca (interiore e non) che mai si compie a pieno.
Questa nuvola delirante si è dissolta d’incanto allo squillo del cellulare. Ho sentito la tua voce di raso che mi sussurrava un sillabato e aspirato “buonanotte” al microfono. Poi niente, così. Buonanotte e clic, senza neanche aspettare una risposta.
Tu che appena un’ora prima mi davi del superficiale con un impianto teorico che, a sentirlo, Crepet avrebbe chiamato un esorcista…
Forse sono stanco, ho pensato. E, in effetti lo ero, avendo dormito così copiosamente da svegliarmi col mal di testa.




