Si è pieni di misfatti e viltà. Pochi, pochissimi sono fatti di carne e spirito. Noi sì, questo sì.
Puoi girarmi e rigirarmi nelle tue mani sempre considerandomi immobile e uguale a me stesso.
butta i miei occhi, non li rivoglio indietro.
Se ne sento la mancanza, vessami e ruttami il tuo disprezzo senza risparmiarti.
Mi veniva da dirti che sei bella come una camera da letto fuori moda, che avevo voglia di tenerezza e struggimento per sentirmi vivo e prono ai tuoi voleri. Adesso sto fermo e i fantasmi mi inseguono lo stesso con bagliori e clangori metallici e sogni in bianco e nero ai lati degli occhi.
Fammi sapere che accade in quel serraglio di cervello. Pilota le scene che ti piacciono di più e mandamene un saggio. Voglio riguardarle e commentarle con te. Anche senza parlare.
mescola il tuo sangue con la mia mente.
Vorrei ne risultasse un’astrazione fantastica, vampiresca, spettrale. L’amore è un fatto di suono e senso insieme. Anche questa stanza beige che sa di bouganville dovrebbe gioirne, avendolo compreso.
Ritornare sulle tue pareti è stato uno spettacolo. Sentire membrane contrarsi e distendersi e inumidire di frenesia. Sciaguattare come piangere di gioia. Incunearsi lungo il meridiano in cui si consuma la solita e meravigliosa tragedia del mondo.
Morire di una morte da anestetico non ha eguali. O forse ne ha. Tutte le volte che succede ancora.




