Siamo qui e ora. Prendiamo un caffè in centro prima che io mi addormenti e la città già brulica del consueto niente delle dieci di sera. Siamo appena usciti dal cine e già non so cosa suonerò sino al termine di questo incontro. Ci siamo inseguiti per giorni senza risolverci a decidere della nostra sorte. Poi oggi, dopo qualche telefonata a vuoto, ho deciso di invitarti certo di un tuo elegante diniego. Invece no.
Stasera non hai altro che uno scialle carminio sgargiante su un vestito intero beige che svolazza spazioso. I capelli paglierini raccolti dietro la nuca bianca. Gli anfibi ti fasciano i polpacci torniti di liscio marmo. Il viso pulito hai con gli occhi di ghianda che contornano labbra disegnate e succose come ribes maturi.
Ti ho immaginato bargigli sotto quei paramenti, due villi puntuti sul petto dal calamitante afrore di limone dolce.
Durante lo spuntino di mezzanotte hai tamburellato impaziente le dita sul tavolino del kebabbaro fissandomi stralunata con una mano sotto il mento e un sorriso annebbiato. La stessa nebbia che ho respirato davanti al maxischermo due ore prima. Immagini convulse di “Inland Empire” tornano alla ribalta. Ci siamo divisi quest’esperienza sensoriale come una coppietta smaniosa in erba. Abbiamo adorato, bramato e giocato con follicoli elettrici che baluginavano all’altezza dei nostri orecchi sempre sull’orlo del delirio. Io, un Justin Theroux immobile e ieratico concentrato sul mio occhio cavo sbiecato da un angolo nero. Tu, come Laura Dern, sensuale e incosciente, ridotta a suono tattile nel gioco a dadi dell’Altissimo.
In alcune sequenze “casuali” della pellicola c’era una frenesia atomistica dell’attività. Quegli istanti sembravano accompagnare il soffitto in crollo. Ma era solo fragore cieco e ingannevole.
La violenza non ci ha mai salvati e non ci salverà neanche stavolta. Ma noi volevamo restare lì, in quella prigione bianca, senza percepire.
Poi ci siamo alzati e siamo andati sotto casa tua.
Non giudicare, non sentire - ti ho detto prima di abbandonarmi - senti solo il mio effetto e ferma il respiro, se ci riesci.




