Ogni fine ha un senso. Giurai che ascoltando Der Fliegende Holländer avrei gustato questa pietanza struggente e foriera di serenità insieme. Poi la rivelazione: il senso funge da volano per un’altra dimensione temporale posteriore all’epilogo. Così ad essa segue un momento atemporale, fuori dalla cognizione di qualunque orologio. Quindi Wagner mi ha donato la verità. Poi mi ha ucciso.
L’altra notte, da un certo punto in poi, non ho detto più niente. Quella notte ho provato quella sensazione. Forse è arrivata anche quand’ero sul palco… ma è durata troppo poco. Cioè la mia mappa neuronale non ha colto l’atemporalità del momento. La mosca era nella mano chiusa, poi è fuggita sbandando. Le mosche non respirano coi polmoni. Ma possono soffocare. La mia non l’ha fatto. È andata.
L’altra notte, da un certo punto in poi, non ho detto più niente. Quella notte ho provato quella sensazione. Forse è arrivata anche quand’ero sul palco… ma è durata troppo poco. Cioè la mia mappa neuronale non ha colto l’atemporalità del momento. La mosca era nella mano chiusa, poi è fuggita sbandando. Le mosche non respirano coi polmoni. Ma possono soffocare. La mia non l’ha fatto. È andata.
Per una volta làsciati portare a passeggio a lambire le lingue liquide che leniscono la terra fetida che abitiamo sotto questa luna che sembra un croissant e che ci abbaglia pur nella sua affannata opacità gemente. (Leggi senza pause. Si chiama sviluppo della ritmicità).
Potremmo parlare di uomini e donne di spessore intellettuale proverbiale con i denti anneriti dal betel e l’alito fragrante di bolivar malconci. Mi diresti che sono il Poeta Scomparso di sempre e la coscienza di tutte le generazioni.
Centinaia di fanciulle romantiche si uccideranno sulla tua tomba vuota.
Le ipotesi disparate conducono a verità che si agglomerano magnificamente.
L’arte è un procedimento da animali quali siamo. La sua bellezza suona come la verità semplice e funge da panacea per affrontare il qualunquismo di vite in balia di un mero destino biologico. y=f(x). Tutto è temporale. L’arte no.
Fuori c’è un arcobaleno da cineteca. Ah, gli attori... Noi che facciamo partorire i parti altrui, non dovremmo, come gli attori, essere sepolti in terra consacrata. Gli attori fingono che il mondo, così com’è, funzioni in maniera diversa mentre noi fingiamo dell’infinito universo e mondi, la sterminata pluralità dei compossibili.
Vuoi questa divertentissima suoneria sul tuo telefonino? Chiamami. Te la regalo io. Te la invio per mms e, in contemporanea, spedisco al tuo indirizzo un pacco regalo con un fiocco colorato e una carta profumata al sandalo. Vuoto. Un pacco vuoto. La suoneria l’hai avuta via etere. Quindi il pacco contiene la sensazione di tangibilità cui le nostre amare insicurezze non derogano.
E come faresti, scusa?
Come farei? Semplice, io sono Dio. La stessa solitudine, la vanagloria e la disperazione per non essere una delle creature che ho generato. Come tutti. Tutti che vivono nella mia luce e io che esisto nello scintillio insopportabile della mia penombra dalle opalescenze compiaciute.
Ora ti lascio in pace, lavora tranquillo, da buon monomane, per almeno una trentina d’anni.
Eh, lavora… magari!
E comunque perdere 5 kg in una settimana con Alessia non è normale.



